FERRARA, 13 maggio 2026 – L’Oncologia di Ferrara e l’Università di Ferrara sono protagoniste sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Genetics grazie a un importante studio internazionale sul mesotelioma pleurico, una neoplasia rara e altamente aggressiva quasi sempre associata all’esposizione prolungata all’amianto.
La ricerca, denominata NIBIT-EPI-MESO, è stata coordinata dalla Fondazione NIBIT nell’ambito del Programma AIRC “5 per mille” EPICA e ha portato all’identificazione di quattro sottotipi di metilazione del DNA tumorale in grado di predire in modo indipendente sia la risposta al trattamento immunoterapico sia la sopravvivenza dei pazienti.
Mesotelioma pleurico, uno studio che apre alla medicina personalizzata
Il risultato rappresenta un passaggio importante verso una medicina personalizzata nel trattamento del mesotelioma pleurico.
Questo traguardo scientifico offre infatti indicazioni cliniche più precise rispetto alla tradizionale distinzione istologica, consentendo di orientare le scelte terapeutiche verso cure più adatte per ogni singolo paziente.
Quattro profili molecolari per prevedere risposta all’immunoterapia e sopravvivenza
L’analisi ha classificato i tumori in quattro categorie basate su livelli crescenti di metilazione del DNA:
- DEM (demetilato)
- LOW (bassa metilazione)
- INT (intermedio)
- CIMP (fenotipo metilatore)
I dati clinici emersi mostrano differenze sostanziali tra i diversi gruppi, confermando che questi sottotipi non descrivono soltanto caratteristiche molecolari differenti, ma riflettono anche biologie tumorali profondamente diverse.
Ferrara in prima linea nella ricerca sul mesotelioma pleurico
A sottolineare il valore della scoperta è la professoressa Luana Calabrò, direttrice dell’Oncologia clinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e primo autore dello studio.
«I risultati suggeriscono che i quattro sottotipi identificati a diverso grado di metilazione non descrivono solo caratteristiche molecolari differenti, ma riflettono biologie tumorali profondamente diverse, con implicazioni dirette sull’efficacia del trattamento immunoterapico», spiega.
Calabrò evidenzia inoltre che l’immunoterapia è stata approvata da alcuni anni per i pazienti con mesotelioma ad istologia non epitelioide, ma non tutti ne traggono beneficio. La nuova classificazione molecolare potrà consentire in futuro di selezionare in modo più accurato i malati da trattare, evitando cure inefficaci e tossicità non necessarie.
Cos’è l’approccio multi-omico integrato usato nello studio
Per arrivare a questo risultato, lo studio ha analizzato retrospettivamente 91 pazienti attraverso un approccio multi-omico integrato, comprendente:
- il sequenziamento dell’RNA
- il sequenziamento dell’esoma
- lo studio della metilazione del DNA
In termini semplici, questo approccio permette di studiare contemporaneamente più “strati” biologici invece di analizzarne uno solo. In medicina, ciò consente di ottenere una visione più completa della malattia e di capire non solo dove si trova il problema, ma anche come si sviluppa e perché.
Nuove prospettive per l’immunoterapia contro il mesotelioma
Il professor Michele Maio, presidente della Fondazione NIBIT e principal investigator del progetto, sottolinea che l’analisi della metilazione del DNA potrebbe in futuro entrare nella pratica clinica per la caratterizzazione molecolare del mesotelioma pleurico.
Sul piano terapeutico, una delle ipotesi più interessanti è che i pazienti con sottotipi a metilazione elevata possano beneficiare di strategie combinate con farmaci ipometilanti, per rendere le cellule tumorali più sensibili all’immunoterapia.
La Fondazione NIBIT sta già lavorando in questa direzione attraverso nuovi studi clinici.
Sviluppato anche un algoritmo di machine learning
Per tradurre queste evidenze nella pratica quotidiana, il team di ricerca ha sviluppato anche un algoritmo di machine learning, basato sul modello Random Forest, capace di assegnare i campioni ai quattro sottotipi con un’accuratezza dell’89%.
Lo strumento è stato messo a disposizione della comunità scientifica internazionale per la validazione prospettica, con l’obiettivo di favorirne un possibile utilizzo clinico futuro.
Un passo avanti nella lotta alle patologie rare e complesse
Il lavoro pubblicato su Nature Genetics conferma l’eccellenza dell’Oncologia ferrarese nel contrasto alle patologie rare e complesse, come il mesotelioma pleurico.
L’obiettivo è trasformare l’innovazione scientifica e tecnologica in opportunità concrete per i pazienti, migliorando diagnosi, scelta delle cure e prospettive di vita.
[Comunicato stampa ricevuto in redazione]
